Venezia tra gondole e cicchetti.

IMG_6725Non ho resistito a tornare per l’ennesima volta a Venezia, ogni occasione è buona per immergersi nel fascino della sua laguna e camminare lentamente tra una calle e l’altra, attraversare i ponti e ammirare i canali.
Parlare di questa città non è affatto semplice anche se la conosco ormai quasi come le mie tasche perché ogni volta è come se fosse la prima, c’è sempre qualcosa di nuovo da vedere e da scoprire.Conoscete la differenza tra calle e fondamenta? E tra vaporetto e traghetto? E nel campo o campiello ci cresce l’erba? Come si chiamano i quartieri a Venezia e quali sono? Avete mai fatto un giro sulla gondola? Siete mai saliti sul traghetto o mangiato cicchetti in un bacaro? Le risposte le troverete più avanti ….
Palazzi, calli, canali, campi …. Vogliamo parlare anche del verde? Nel senso di giardini e parchi che a Venezia sono tutti da scoprire. Vi consiglio questo itinerario alternativo per rilassarsi e meravigliarsi.
Adesso vi racconto la mia breve vacanza.
Sono partita il giovedì da Firenze con il treno Frecciarossa delle 10:35, solo due ore per arrivare alla stazione di Venezia S. Lucia. Prima cosa: ho acquistato l’abbonamento ai trasporti (40 euro per 72 ore). Questa volta ho scelto di dormire sull’Isola della Giudecca al b&b Al Canal. Soggiornare a casa di Francesca è stato più che piacevole! La Giudecca è l’isola più grande che ha Venezia, non ancora raggiunta dalla massa dei turisti ma che vanta diversi punti di interesse, per esempio le sue Chiese: del Redentore, delle Zitelle e la chiesa di Santa Eufemia. Da visitare l’antico palazzo La Casa dei Tre Oci e perché no, cenare al ristornate Al Storico da Crea o alla Trattoria Ai Cacciatori. La Giudecca mi è sembrata una zona tranquilla e ben servita dai vaporetti qualsiasi destinazione si abbia in mente di raggiungere e Venezia, vista dalle Fondamenta di S. Giovanni, è una meraviglia.
Tre giorni sono pochi per poter ammirare, con calma, tutte le sue bellezze o almeno visitarne alcune e visto che per la mia amica era la prima volta, ho creduto fosse meglio farle comprendere la città scegliendo per lei un itinerario diverso ogni mattina e ogni pomeriggio anche se in modo un po’ superficiale. Ho tralasciato per questo motivo i padiglioni della Biennale.
Scendendo alla fermata del vaporetto Zattere, siamo nel Sestiere Dorsoduro, uno dei quartieri veneziani. ‘Sestiere’ è infatti il nome di una parte di territorio in cui è divisa la città. Un’insolita sosta va fatta allo Squero di San Trovaso che è un tipico cantiere dove vengono costruite e riparate le gondole e lì vicino, al Bottegon dei Vini Schiavi, è obbligo assaggiare un piatto di cicchetti e bere vino rosso locale. Cosa sono i cicchetti? Crostini, polpette, piccoli panini, assaggi di pesce, salumi o formaggi… da accompagnare sempre con una ‘ombra’, cioè il bicchiere di vino. Praticamente, lo street food veneziano da consumare nei Bacari (sono le Osterie, “far bacara” significa fare baldoria!).
La meta successiva è il caratteristico ponte in legno dell’Accademia da dove si può ammirare una buona fetta del Canal Grande sul quale si affacciano imponenti palazzi. Se avete tempo, in zona ci sono da visitare le Gallerie dell’Accademia e la collezione Peggy Guggenheim. Io sono arrivata fino alla punta della Dogana e nell’edificio della Dogana di Mare ho potuto ammirare la grande opera di restauro conclusa nel 2009 che ha dato vita ad una magnifica location per le mostre di arte contemporanea. Fino al 3 dicembre 2017 c’è una mostra da non perdere!
Ritornando al ponte dell’Accademia e attraversandolo si entra nel Sestiere di San Marco trovando subito il Campo di Santo Stefano. Non ci sono né piante, né orti, è una piazza del quartiere con bei palazzi, l’omonima Chiesa e un monumento al centro. Il nome campo indica una piazza più grande, campiello invece è una piazzetta, spesso è presente un pozzo sempre di fattura diversa. Questi particolari pozzi sono ormai parte dell’architettura urbana.  Abbiamo vagato tra calli (le strade e le viuzze) e ponticelli fino a giungere davanti al Teatro Goldoni e poi tornando verso il Teatro La Fenice. Da qui, entrare in Piazza San Marco è una volata (se non si incontrano gruppi di turisti scatenati davanti le vetrine di negozi alla moda). L’accesso da Calle Larga d’Ascensione mostra una visione emozionante della piazza a 360°: la Basilica, un tripudio di oro, mosaici, marmi policromi con accanto il maestoso Palazzo Ducale e davanti il Campanile. Scuriosate dentro lo storico Caffè Florian e avrete l’impressione di trovarvi nel XVIII secolo. L’orologio sulla Torre dei Mori coi sui rintocchi di campane vi riporterà alla realtà. La parola ‘piazza’ a Venezia è usata solo per San Marco !!
Prima di proseguire con il tour è obbligo farsi alcune foto sulla riva della laguna e davanti al Ponte dei Sospiri!
Direzione Ponte di Rialto, chi non lo conosce? Il percorso ha delle varianti: si può passare per Calle Spadaria attraversando Campo San Zulian in direzione della Scuola Grande di San Teodoro oppure fare un giro più largo verso la chiesa di Santa Maria Formosa passando poi da Campo San Lio. A voi la scelta.
Il ponte di Rialto ha sempre il suo fascino e da sopra, il Canal Grande, appare come una superstrada trafficata da motoscafi, gondole, vaporetti e barchette. Però che meraviglia!
Attraversato il ponte, siamo catapultati nell’animato Sestiere di San Polo e Santa Croce. Io scurioso sempre tra le bancarelle del Mercato di Rialto, uno dei più antichi di Venezia, con il tradizionale mercato del pesce e anche tanta frutta e verdura. Meglio andarci la mattina presto (ma non la domenica perché non c’è)! In questa zona troverete anche molti bacari per una veloce sosta per pranzo o nelle ore dell’aperitivo. Se invece passate da qui all’ora del tramonto, fermatevi a cena in Calle della Madonna all’ Osteria Al Diavolo e L’Acquasanta.
Questo Sestiere ha molti luoghi da visitare. In primis, passate da Campo San Polo per arrivare poi alla Chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari (l’aggettivo Gloriosa non può essere più azzeccato) e dietro c’è la Scuola Grande di San Rocco. Dentro la prima è possibile ammirare opere di Tiziano, il Bellini, Paolo Veneziano e il San Giovanni Battista di Donatello. In San Rocco invece si rimane abbagliati dal ciclo pittorico del Tintoretto (usate gli specchi messi a disposizione dei visitatori per ammirare i dettagli dei dipinti).
Camminare a caso per le calli di questo Sestiere è davvero affascinante fino a giungere di nuovo sul Canal Grande in Campo San Stae con intorno dei meravigliosi palazzi quali Cà Pesaro. Ritornando verso il mercato di Rialto consiglio a tutti di arrivare in Campo di Pescheria e salire sul Traghetto. Il Traghetto, nella città di Venezia, è semplicemente una gondola che vi ‘traghetta’ appunto sulla riva opposta del Canal Grande. Salendo su questo, con un paio di euro, potrete scendere vicino al bellissimo e famosissimo Palazzo di Cà d’Oro e iniziare da qui la visita di un altro Sestiere, quello di Cannaregio.
Questo servizio di trasporto si trova in altri 7 punti strategici segnalati nelle mappe con linee tratteggiate che attraversano il Canale.
Anche questo ‘quartiere’, Cannaregio, è ricco di Chiese e palazzi. Io ho iniziato il percorso dalla zona del Ghetto dove la tradizione ebraica è ancora molto forte e proprio il sabato è il giorno di ‘Shabbath’, il giorno di riposo assoluto. Da vedere il Museo Ebraico e fare una visita guidata alle Sinagoghe (escluso il sabato e le festività ebraiche). Qui sono stata fermata con fare gentile da un giovane signore che si è offerto per decantare una poesia. L’ho ascoltato incuriosita ed ho scelto di acquistare una delle sue raccolte: ‘Il mondo che verrà’ di Lorenzo Mullon Luxa, Editore Carmina Dant Panemho. A Venezia accade anche questo….
Non sono riuscita a trovare un tavolo libero, ma il Ristorante Gam Gam, di sola cucina kosher che si trova vicino al ponte delle Guglie mi è rimasto nel cuore per il menù davvero appetitoso (la prossima occasione prenoterò).
Continuando a perlustrare il Sestiere, passando lungo le Fondamenta della Misericordia, in Campo dei Mori c’è la Casa di Tintoretto e più in là la chiesa della Madonna dell’Orto, (vengono chiamate Fondamenta le strade lastricate o porticati che costeggiano i canali o le case).
Ho proseguito poi in direzione della Scuola Grande della Misericordia (fino al 23 novembre 2017 c’è la mostra ‘Magister Giotto’) e sono arrivata alla Chiesa dei Gesuiti purtroppo in ritardo di 10 minuti sull’orario di chiusura…. Qui vicino potete trovare la fermata del Vaporetto per fare un giro sull’Isola di Murano. Io ci sono andata all’ora di pranzo e tra una vetrina e l’altra, ammirando ogni forma di capolavoro in vetro, ho scelto di mangiare al ristornate Da Tanduo, ottima Cicchetteria !!! Al ritorno ho continuato l’esplorazione di Cannaregio senza tralasciare la chiesa di Santa Maria dei Miracoli e ritrovandomi davanti poco più in là l’imponente Chiesa dei SS Giovanni e Paolo che mi ha lasciato senza parole…
Dovevo per forza trovare quella libreria famosa di cui tutti i giornali e i social parlano: Libreria Acqua Alta. Trovata, passando da Calle Tetta! E se vi perdete, chiedete pure informazioni che tutti la conoscono orami. Nelle ore di punta c’è il vero caos ma ha comunque il suo fascino con tutte quelle montagne di libri e c’è anche una gondola in mezzo alla sala principale.
Dopo tutto questo girovagare è impossibile non avere fame. Per un’ottima cena a base di piatti tipici veneziani avrete l’imbarazzo della scelta ritornando lungo le Fondamenta della Misericordia dove, un locale accanto all’altro, offrono ogni genere di cibo. L’Osteria al Paradiso Perduto è molto caratteristica ma non andateci senza prenotazione. Per un aperitivo-cena con cicchetti andate da Vino Vero e non resterete delusi. A Venezia non ci si stanca mai di camminare… certe volte non è così e quando i piedi decidono di fermarsi è il momento di approfittare di un giro in gondola o un tour panoramico in battello. Ultima notte. Cosa c’è di meglio di un giro in vaporetto sul Canal Grande partendo dalla fermata di San Zaccaria fino alla Stazione o viceversa? Si rimane ogni volta ammaliati dalla vista che questo percorso offre e l’emozione è sempre unica.
Ciao Venezia a presto!

 

 

 

 


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